Guida · 5 min di lettura
Carburatori: Weber, Solex, Zenith e Jikov senza paura
Cosa aspettarsi da un'auto a carburatore, i difetti tipici e quando è solo questione di regolazione.
Quasi tutte le auto fino ai primi anni '80 respirano attraverso uno o più carburatori. Per chi compra, è una buona notizia: sono meccanismi semplici, riparabili e quasi sempre recuperabili. Ma vanno capiti.
I nomi che incontrerete
- Weber e Dell'Orto: su gran parte delle italiane, ma anche su molte sportive straniere. Ricambi ovunque.
- Solex e Zenith: su moltissime tedesche e francesi, comprese Mercedes, BMW e Volkswagen dell'epoca.
- Jikov: il carburatore cecoslovacco montato su Škoda e Tatra. Kit di revisione reperibili tramite i club del marchio.
I sintomi più comuni
- Avviamento difficile a caldo: spesso evaporazione della benzina in vaschetta (vapor lock), aggravata dai carburanti moderni.
- Buchi in accelerazione: pompa di ripresa con membrana indurita, un ricambio da pochi euro.
- Odore di benzina e consumi alti: livello del galleggiante sbagliato o spillo che non chiude.
- Minimo irregolare su motori con più carburatori: sincronizzazione da rifare. Non è un difetto, è manutenzione.
Cosa chiedere al venditore
- Quando è stato revisionato il carburatore e con quale kit.
- Se è il modello originale o un sostituto (conta per la certificazione storica).
- Se l'auto è stata convertita a GPL: sui veicoli storici è un elemento da valutare con attenzione.
Il mio consiglio
Un carburatore sporco o starato non deve far scartare un'auto sana: è uno dei lavori più economici sulla lista. Deve invece preoccupare un'auto che "va bene solo con lo starter tirato": spesso nasconde problemi di aspirazione o di accensione che vanno indagati.